Il risvolto che completa il libro
Nelle legature islamiche sopravvissute, un’estensione a punta rivela il libro come un involucro mobile, progettato attorno al bordo esposto delle pagine.
Aperta e distesa, una legatura del XV secolo conservata al Cleveland Museum of Art si estende oltre la consueta coppia di copertine rettangolari. A un’estremità, un pannello stretto conduce a un risvolto affusolato. Attorno al manoscritto chiuso, la sezione stretta gira sul bordo esposto delle pagine e il risvolto prosegue sotto la copertina anteriore. Il suo profilo si adatta allo spessore del libro.
Cleveland data questa legatura di un Corano al 1460–1500 e la associa all’Istanbul ottomana. Il cuoio riveste piatti in cartone; il catalogo registra lavorazioni decorative e pittura blu all’esterno, con cuoio traforato su carte colorate all’interno. Il museo spiega che il risvolto protegge il bordo delle pagine. L’involucro doveva aprirsi per consentire la lettura, per poi recuperare la propria forma attorno al testo.
Un involucro con un bordo mobile
La decorazione rispetta questa disposizione. Le copertine esterne recano iscrizioni coraniche, intrecci e medaglioni centrali; l’estensione a punta riceve un proprio disegno delimitato. Campi ampi, una striscia stretta e una terminazione rastremata rendono comprensibili le pieghe. L’ornamento collega superfici di dimensioni diverse senza nasconderne le proporzioni distinte.
Una legatura molto più piccola del Metropolitan Museum of Art rende evidente questo schema protettivo attraverso un’assenza. Realizzata in Egitto o in Siria nella prima metà del XIV secolo, è sopravvissuta senza il risvolto che un tempo proteggeva il taglio anteriore del manoscritto. Il cuoio impresso e dorato conserva su entrambe le copertine un intricato disegno geometrico lavorato a secco. L’estensione perduta lascia una testimonianza abbastanza completa dal punto di vista visivo da meritare attenzione, ma strutturalmente incompleta.
Al centro del disegno, esagoni sovrapposti e stelle a otto punte generano un motivo intrecciato. Il Met lo colloca in un vocabolario decorativo mamelucco usato anche nella lavorazione del legno e nei mosaici di pietra. Il confronto è utile sul piano dell’organizzazione della superficie. Definire la legatura una piccola architettura è un’interpretazione della sua forma contenitiva, non la prova che l’autore abbia copiato un edificio. Le facce conservate e la chiusura mancante rendono semplicemente insolitamente chiaro l’atto di custodire un manoscritto.
Ciò che conserva un frammento
Un altro oggetto del Met conserva il componente perduto dalla legatura più piccola. Catalogato come risvolto di legatura, è un’opera del XIV secolo attribuita all’Egitto, realizzata in cuoio, seta e oro. Alto trentasei centimetri, ha dimensioni considerevoli anche isolato. Il museo descrive il percorso del risvolto a busta dalla copertina posteriore, attorno alle pagine e sotto quella anteriore. Un frammento può dunque conservare la testimonianza di un’azione dopo che è scomparso il libro che le dava uno scopo.
Quel percorso cambia il modo in cui il pezzo va immaginato. L’immagine di un risvolto staccato invita a concentrarsi su una sagoma e una superficie decorata. La posizione originale chiede invece all’osservatore di immaginare rotazione, sovrapposizione e occultamento. Una parte del progetto della legatura diventa meno visibile quando il libro è chiuso. È un oggetto organizzato attorno al mutare dell’accesso del lettore, con superfici diverse disponibili prima, durante e dopo l’uso.
Una legatura dell’Aga Khan Museum offre un confronto successivo, con copertine, risvolto e rivestimenti interni ancora considerati insieme. Il museo la colloca in Turchia, forse alla fine del XVI secolo, e identifica cuoio, cartone e oro. La decorazione esterna si concentra su un medaglione, pendenti ed elementi angolari, una composizione che il museo riconduce a una lunga tradizione di legatura ottomana. Qui i motivi ripetuti rendono le copertine rettangolari e il risvolto più piccolo riconoscibili come parti di un unico involucro.
Superfici collegate
Le fotografie del museo mostrano questa legatura aperta e distesa e con il risvolto ripiegato sulla copertina. Sono due letture dello stesso oggetto. In piano, assomiglia a una sequenza di pannelli collegati; ripiegata, diventa un pacchetto di parti sovrapposte. Anche le giunture consumate interrompono l’impressione di una pelle decorativa intatta. Riportano l’attenzione sui punti che dovevano flettersi, anche quando le superfici circostanti erano riccamente lavorate.
Nessuna di queste copertine sopravvissute dovrebbe essere considerata uno schema completo di tutte le legature islamiche. Date, materiali e stati di conservazione differiscono. Insieme, tuttavia, permettono di seguire da vicino un componente modesto. Il risvolto a busta estende la protezione attorno a un bordo vulnerabile, poi si ritrae quando occorre il testo. Per comprendere la legatura, guardate oltre il medaglione centrale e seguitene il perimetro. È sul confine esterno del libro che si svolge gran parte del suo progetto.
Fonti
Crediti e licenze delle immagini
Immagine: The Metropolitan Museum of Art, New York. Rogers Fund, 1933, 33.14. CC0. Fonte: https://www.metmuseum.org/art/collection/search/448906 Licenza: https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/ Fotografia originale riprodotta senza modifiche.
Immagine: The Metropolitan Museum of Art, New York. Gift of Dr. Maurice S. Dimand, in honor of Dr. Richard Ettinghausen, 1970, 1970.62. CC0. Fonte: https://www.metmuseum.org/art/collection/search/452085 Licenza: https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/ Fotografia originale riprodotta senza modifiche.
Immagine: The Metropolitan Museum of Art, New York. Gift of Dr. Maurice S. Dimand, in honor of Dr. Richard Ettinghausen, 1970, 1970.62. CC0. Fonte: https://www.metmuseum.org/art/collection/search/452085 Licenza: https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/ Fotografia originale riprodotta senza modifiche.































































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