Come i katagami facevano funzionare un motivo
Le matrici giapponesi in carta rivelano come un motivo tessile fosse progettato per la ripetizione, la tintura e i cambiamenti di orientamento di un indumento.
Un fiume può scorrere in due direzioni su un pezzo di stoffa. In una matrice giapponese ottocentesca del Metropolitan Museum of Art, la lespedeza si raccoglie accanto a un ruscello sinuoso, ma il paesaggio rifiuta di fissarsi in un’unica veduta orientata verso l’alto. Il museo ne spiega il motivo: in un indumento tradizionale privo di cucitura sulle spalle, il disegno deve risultare coerente sia davanti sia dietro. Questo piccolo adattamento offre un accesso preciso ai katagami, le matrici di carta intagliata usate per decorare i tessuti. Qui la composizione figurativa tiene già conto della costruzione.

Matrice per tessuti con motivo di lespedeza e ruscello sinuoso, XIX secolo. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Dieci matrici storiche in carta del Metropolitan Museum of Art, fotografate come oggetti di collezione. Queste immagini mostrano gli strumenti stessi, anziché dimostrazioni contemporanee di tintura.
La matrice sopravvissuta è uno strumento di lavoro con diversi compiti. Deve tenere insieme un disegno, lasciare passare la pasta attraverso aperture selezionate e consentire al tintore di ripetere quel disegno su una superficie più ampia. Esposta in piano in un museo, può assomigliare a un’opera grafica autonoma. La sua vera complessità emerge quando immaginiamo il posizionamento successivo, il bagno di tintura finale e la stoffa che gira attorno a un corpo.

Matrice, XIX secolo. Confronto con reticolo e fiori. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Carta, pasta e spazio negativo
Il materiale nasce da una trasformazione pratica. Cooper Hewitt descrive una carta di corteccia di gelso trattata con succo fermentato di cachi per renderla robusta, flessibile e resistente all’acqua. Sottili fili di seta possono rinforzare il motivo intagliato. Questi sostegni permettono all’artigiano di asportare più carta senza perdere i collegamenti che mantengono il disegno utilizzabile. L’immagine visibile e la struttura che la sostiene diventano disposizioni separate ma interdipendenti.

Matrice, XIX secolo. Confronto a linee sottili; carta e seta originali. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Questa distinzione è particolarmente chiara nella Matrice con motivo di linee parallele ondulate del Met, catalogata come carta rinforzata con seta. Le linee generano movimento attraverso la ripetizione, mentre il rinforzo sostiene un foglio sempre più definito da ciò che è stato asportato. Letto come progetto, l’oggetto pone una domanda sorprendentemente precisa: quanta poca struttura visibile può bastare a tenere al suo posto un’immagine complessa? La risposta è presente nel materiale, anziché essere fornita da una cornice ornamentale.

Matrice con motivo di linee parallele ondulate, XIX secolo. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini

Matrice, XIX secolo. Ulteriore confronto con linee sottili e fasce. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Per capire il tessuto risultante, chi guarda deve anche rovesciare un istinto. Il resoconto di Cooper Hewitt su una storica bottega di tintoria descrive una pasta di riserva a base di riso spinta attraverso la matrice con una spatola di legno. Le aree coperte vengono protette durante la tintura; la matrice viene spostata ripetutamente lungo il tessuto. Le aperture stabiliscono quindi dove il colore non penetrerà. Una matrice porta un’istruzione per un’immagine successiva, compresi gli spazi che resteranno privi di colore.

Matrice, XIX secolo. Confronto con fiori e linee; una matrice, non una stoffa finita. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Un motivo che deve muoversi
Il Paesaggio marino su fondo bianco del Met rende questo rapporto particolarmente leggibile. La scheda identifica la matrice come jishiro, cioè fondo bianco: lo sfondo viene intagliato affinché la pasta di riserva lo protegga, lasciando un motivo tinto sulla stoffa riservata. Metà della composizione è orientata in un senso e metà nell’altro. La scena marina è stata organizzata per un tessuto che si può osservare da entrambe le estremità. La sua apparente libertà decorativa dipende da decisioni rigorose sull’inversione e sull’uso.

Matrice con motivo di paesaggio marino su fondo bianco, XIX secolo. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
La ripetizione dà anche a immagini di tipo diverso un formato operativo comune. Un motivo continuo a greca, o sayagata, produce un campo geometrico di elementi intrecciati. Il Met fa risalire questo motivo alla Cina e ne segnala la diffusione nell’abbigliamento giapponese durante il periodo Edo. Un’altra matrice, Foglie d’acero sull’acqua, evoca il fiume Tatsuta e la sua associazione poetica con il fogliame autunnale. Un disegno procede per continuità geometrica; l’altro porta un riferimento stagionale riconoscibile. Entrambi devono diventare superfici ripetibili.

Matrice con motivo continuo a greca (sayagata), XIX secolo. The Metropolitan Museum of Art. Fletcher Fund, 1937. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini

Matrice con motivo di foglie d’acero sull’acqua, XIX secolo. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Per un progettista contemporaneo che osservi questi fogli, il confronto utile è con la costruzione di un modulo di ripetizione, anziché con un campione finito. Dove una linea esce dal bordo? Che cosa la incontra nell’impressione successiva? Quali forme restano convincenti quando la stoffa si piega o cambia orientamento? Sono domande analitiche suggerite dagli oggetti, non affermazioni secondo cui i loro autori avrebbero anticipato il design digitale. I katagami forniscono le proprie risposte storiche attraverso carta, filo, intaglio e manipolazione da parte del tintore.

Matrice con motivo di fiori sbocciati sull’acqua, XIX secolo. Matrice storica affine; distinta dalla ricreazione del pavone del 2013. The Metropolitan Museum of Art. Dono della signora Horace Havemeyer, 1942. CC0 1.0. Collezione · CC0 · Politica sulle immagini
Il lavoro racchiuso in uno strumento riutilizzabile
Conta anche la divisione del lavoro. Durante una dimostrazione del 2013 al Cooper Hewitt, l’intagliatore Isao Uchida ricreò una matrice con un pavone dalla collezione del museo, e il tintore Masao Aida la utilizzò in una dimostrazione tessile. Il museo riferì che Uchida aveva impiegato tre giorni a intagliare quella sola matrice prima dell’evento. Anche un unico modulo poteva incorporare un notevole lavoro preparatorio prima dell’inizio della tintura. La riutilizzabilità concentrava il lavoro in uno strumento il cui valore si sarebbe dispiegato nelle applicazioni successive.
I katagami premiano il cambiamento della distanza di osservazione. Dall’altro lato di una stanza leggiamo onde, fiori o un campo di linee sottili. Da vicino incontriamo i fragili ponti e i fili di rinforzo che rendono possibili quegli effetti. La visione alla scala dell’indumento e quella alla scala della carta vanno tenute insieme. Queste matrici offrono una storia del disegno delle superfici in cui la bellezza è inseparabile dalla sequenza: realizzare un foglio, intagliare un’apertura, posizionare un modulo, lasciare aree non tinte e lasciare che il motivo finale si muova.
Gli oggetti in dettaglio
Dieci matrici storiche in carta del Metropolitan Museum of Art, fotografate come oggetti di collezione. Queste immagini mostrano gli strumenti stessi, anziché dimostrazioni contemporanee di tintura.
1. Matrice per tessuti con motivo di lespedeza e ruscello sinuoso, XIX secolo. Carta rinforzata con seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.225). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
2. Matrice con motivo di paesaggio marino su fondo bianco, XIX secolo. Carta, seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.16). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
3. Matrice con motivo di foglie d’acero sull’acqua, XIX secolo. Carta rinforzata con seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.14). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
4. Matrice con motivo di linee parallele ondulate, XIX secolo. Carta rinforzata con seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.188). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
5. Matrice con motivo di fiori sbocciati sull’acqua, XIX secolo. Carta rinforzata con seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.77). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
6. Matrice con motivo continuo a greca (sayagata), XIX secolo. Carta. The Metropolitan Museum of Art, Fletcher Fund, 1937 (37.14.45). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
7. Matrice, XIX secolo. Carta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.194). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
8. Matrice, XIX secolo. Carta, seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.213). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
9. Matrice, XIX secolo. Carta, seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.52). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.
10. Matrice, XIX secolo. Carta, seta. The Metropolitan Museum of Art, Dono della signora Horace Havemeyer, 1942 (42.91.184). Immagine: The Metropolitan Museum of Art, CC0. Licenza CC0.




























































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