
Santa Monica Proper: Kelly Wearstler costruisce un interno costiero attraverso la texture
Il Santa Monica Proper affronta il suo contesto costiero attraverso le superfici che le persone incontrano da vicino. Gli interni di Kelly Wearstler uniscono legno, ceramica, rivestimenti intrecciati e mobili di epoche diverse, creando un ambiente la cui identità dipende dalla texture tanto quanto dal rapporto con l’oceano. Il progetto occupa un edificio storico e un ampliamento contemporaneo, una coppia architettonica che offre alla designer due punti di partenza differenti.
L’hotel ha aperto nel 2019, portando il vocabolario materico di Wearstler nelle camere e negli spazi pubblici di entrambi gli edifici. Le loro diverse condizioni architettoniche danno agli interni una sequenza di contrasti, tenuti insieme da colori, texture e oggetti ricorrenti. [1] [2] [8]

Collegare due architetture
Lo studio descrive una palette di toni smorzati, legno invecchiato e metallo patinato che assicura continuità tra gli edifici. Nella lobby, colonne rivestite di ceramica e pavimenti in rovere a motivi stabiliscono subito questo approccio. Il linguaggio comune permette a mobili e opere d’arte di variare senza far sembrare l’hotel una raccolta di stanze scollegate.
Le camere sono state concepite in modo diverso per ciascun edificio. L’atmosfera condivisa accoglie variazioni di finestre, proporzioni e dettagli architettonici ereditati. Questo collega gli interni delle camere all’architettura immediatamente circostante, mentre la palette ricorrente mantiene la continuità nell’intero hotel. [1] [2]

Palma e la scala della conversazione
A Palma, Wearstler organizza l’interno sociale attorno a piccoli gruppi di sedute. Tappeti di lana assegnano a queste composizioni territori propri e tendaggi leggeri orientano l’attenzione verso la stanza. La descrizione ufficiale del progetto identifica mobili dagli anni Cinquanta a oggi insieme a pezzi contemporanei, tra cui lavori di Taylor Kibby e di Lland Studio, con sede a Los Angeles.
Letto in termini spaziali, l’approccio offre a un grande ambiente di ospitalità alcune delle scelte associate a una casa. Gli ospiti possono occupare un angolo definito anziché sentirsi esposti in una lobby indifferenziata. Gli arredi fanno più che fornire varietà visiva: il loro raggruppamento aiuta a stabilire diversi gradi di partecipazione allo spazio condiviso. [3]

La biblioteca come contrappunto più quieto
Il Grotto sviluppa un’atmosfera più raccolta. Lo studio documenta rivestimenti murali in fibre vegetali intrecciate, falegnameria in rovere, cipresso patinato e una collezione d’arte riunita in diversi anni. Il soffitto relativamente basso, in parte determinato dalle esigenze degli impianti meccanici dell’edificio, è diventato il punto di partenza per una stanza più intima.
Le proporzioni raccolte della biblioteca sostengono il senso di rifugio suggerito dai libri e dagli oggetti collezionati. Il soffitto basso e la falegnameria avvolgente portano l’attenzione ai contenuti immediati della stanza. All’interno dell’hotel più ampio, questo crea un ritmo più tranquillo usando materiali già familiari dagli spazi sociali più aperti. [4]

Un’identità materica sostenuta dall’artigianato
Delta Millworks identifica le finiture Cypress Select in Navajo White e Taupe tra i propri contributi all’hotel. I rivestimenti murali in fibre vegetali intrecciate di Astek aggiungono un’altra superficie tessuta in diversi interni. Legno e rivestimenti murali forniscono uno sfondo strutturato agli arredi e agli oggetti più espressivi.
Il carattere costiero del Santa Monica Proper si accumula attraverso venature del legno, superfici intrecciate, ceramiche smaltate e sagome dei mobili. Uno sfondo relativamente misurato consente ai singoli pezzi di trattenere l’attenzione. Dai gruppi di sedute di Palma al Grotto raccolto, la palette aiuta anche a distinguere tra partecipare alla vita sociale dell’hotel e trovare un luogo dove ritirarsi. [5] [6]





























































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