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Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026: la fiaba di Matthieu Blazy per le donne di ogni giorno — modella della passerella originale, viso e parte superiore della silhouette visibili in copertina

Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026: la fiaba di Matthieu Blazy per le donne di ogni giorno

27 ott
Tempo di lettura: 3 min
Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026: la fiaba di Matthieu Blazy per le donne di ogni giorno — immagine iniziale corrispondente alla copertina, con il viso della modella visibile

La seconda collezione haute couture di Matthieu Blazy per Chanel iniziava con una fiaba, ma il suo vero soggetto era la vita quotidiana. Presentata al Grand Palais il 7 luglio 2026, usava rampicanti giganti, fiori surreali e riferimenti letterari come atmosfera, tornando ripetutamente a domande pratiche: chi indossa la couture, come si muove e come può la fantasia convivere con abiti che restano credibili su un corpo vivo?

Il tema fiabesco veniva da Gabrielle Chanel stessa



Blazy faceva risalire l’idea a un antico volume di fiabe conservato nell’appartamento di Gabrielle Chanel in Rue Cambon. Anziché trattare la scoperta come una scusa per costumi letterali, usava storie come Jack e la pianta di fagioli, Riccioli d’oro, Il gatto con gli stivali e Il brutto anatroccolo come spunti liberi. I riferimenti emergevano in rampicanti, ricami botanici, farfalle e forme animali umoristiche, ma la collezione non diventava mai una sequenza di personaggi illustrati.



Il Grand Palais diventava un salone invaso dalla vegetazione

La scenografia combinava le proporzioni di un salone Chanel con vegetazione fuori scala e fiori leggermente minacciosi, attingendo in parte alle immagini di invasione della natura associate a Jumanji. Il contrasto era utile: i codici familiari del lusso borghese venivano collocati in un ambiente che sembrava crescere oltre ogni controllo. Il primo look stabiliva l’equilibrio con un completo senza maniche quasi trasparente, tenuto insieme visivamente da fini forme vegetali ricamate.



Blazy rifiutava deliberatamente l’idea che couture debba significare opulenza



Lo stilista era insolitamente esplicito nel dire che la collezione non ruotava attorno allo spettacolo da tappeto rosso da indossare una sola volta. Eliminava gli elementi che giudicava troppo opulenti e si concentrava su abiti che potessero appartenere alla vita reale delle donne. La scelta produceva alcuni dei capi più convincenti: abiti-cappotto, un semplice cappotto blu navy, un abito rosso di paillettes al ginocchio e proposte da sera ridotte a tuniche e pantaloni invece di vestiti monumentali.



Il casting aperto a età diverse rafforzava l’argomento

La varietà delle donne in passerella faceva parte della logica del design, non di una dichiarazione di diversità separata. Se la collezione parlava dell’avventura della vita comune, servivano corpi che suggerissero fasi differenti di quella vita. Il casting rendeva più leggibile la leggerezza della sartoria di Blazy e sosteneva una versione dell’eleganza Chanel fondata sulla disinvoltura, non sulla giovinezza o sulla perfezione cerimoniale.



La fantasia funzionava perché la sartoria restava precisa



Farfalle, vegetazione, fiori tridimensionali e riferimenti umoristici avrebbero potuto facilmente far apparire la sfilata decorativa. Non accadeva perché il guardaroba sottostante restava disciplinato. I cappotti sartoriali e gli abiti semplici creavano quiete visiva attorno agli elementi fantastici. È qui che la Chanel di Blazy si distingue da un approccio couture che equipara l’artigianalità alla massima densità superficiale: il lavoro dell’atelier può essere straordinario mentre il capo finale appare semplice.



La collezione tornava alla forma originaria di liberazione di Chanel

L’importanza storica di Gabrielle Chanel derivava in parte dall’eliminare costrizioni: ammorbidire l’abito, semplificare la costruzione e dare alle donne più libertà fisica. La couture Autunno 2026 di Blazy si collegava a questa storia senza rimetterla in scena. In un momento in cui corsetteria e abbigliamento estremo da evento restano in primo piano, l’insistenza su leggerezza, pantaloni e sartoria indossabile sembrava meno conservatrice di quanto potesse suonare.



Il verdetto di icönik



L’idea più forte della couture Chanel Autunno 2026 era che la fantasia non richiede di far scomparire una donna dentro un abito. Blazy usava le fiabe per recuperare curiosità e umorismo, poi le ancorava a capi di intelligenza pratica. Il risultato era una couture capace ancora di sorprendere da vicino, senza bisogno di una silhouette teatrale per dimostrare il proprio valore. Questo equilibrio fra il lavoro straordinario dell’alta moda e la realtà ordinaria del vestirsi sta diventando una delle firme più chiare della sua Chanel.


Guarda la sfilata



Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026–2027 — fotografia di passerella della collezione 1
Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026–2027 — fotografia di passerella della collezione 2
Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026–2027 — fotografia di passerella della collezione 3
Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026–2027 — fotografia di passerella della collezione 4
Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026–2027 — fotografia di passerella della collezione 5
Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026–2027 — fotografia di passerella della collezione 6


Ulteriori look CHANEL Alta Moda — archivio ufficiale di Parigi

Queste tre fotografie aggiuntive provengono dalla presentazione ufficiale CHANEL couture Autunno/Inverno 2026–2027 della Fédération de la Haute Couture et de la Mode del 7 luglio 2026. Completano le immagini originali sopra; i file pubblici dell’organizzatore non riportano i nomi dei fotografi per ogni singola foto.

Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026: la fiaba di Matthieu Blazy per le donne di ogni giorno

Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026: la fiaba di Matthieu Blazy per le donne di ogni giorno

Chanel Alta Moda Autunno/Inverno 2026: la fiaba di Matthieu Blazy per le donne di ogni giorno




Collezione CHANEL couture: fotografie ufficiali e film

Archivi fotografici e dei look: materiali originali della collezione CHANEL, con tre immagini aggiuntive tratte dalla copertura ufficiale dell’Alta Moda di Parigi della Fédération de la Haute Couture et de la Mode. Le pagine di origine collegate riportano i crediti originali e il contesto della presentazione.

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