The Arts Club Dubai di Dimorestudio: ospitalità da club privato attraverso arte, stratificazione e atmosfera
The Arts Club Dubai colloca un interno insolitamente vario nel contesto ordinato di ICD Brookfield Place, nel DIFC. Aperto nel 2020 come prima sede internazionale del club londinese, occupa un edificio progettato da Foster + Partners. Il contributo di Dimorestudio offre al club una successione di spazi sociali distinti, tra ampie sale da pranzo, piccoli luoghi d’incontro e lounge predisposte per la conversazione. [1] [2]

Lo studio descrive un insieme di arredi storici, propri disegni su misura e pezzi Dimoremilano. Le fotografie del progetto di Ingrid Rasmussen mostrano questa varietà estendersi a quasi ogni superficie. Colore, motivo e luce cambiano da una stanza all’altra, ma l’attenzione ripetuta a cornici, soglie e gruppi di arredi conferisce agli interni una continuità riconoscibile. [1]

L’arrivo attraverso grandi gesti
Negli ingressi, ampie superfici di pietra venata e piani rossi dagli angoli netti stabiliscono una scala più vicina all’architettura che alla decorazione. Una piccola sedia e un tavolino si trovano sotto questi grandi gesti, rendendo immediatamente evidente la differenza tra l’altezza della stanza e le dimensioni del corpo. Gli arredi danno allo spazio d’arrivo un luogo in cui fermarsi. [1]

La scala trasforma la circolazione in un’altra composizione di forte presenza. Sottili balaustre attraversano un’alta parete scandita da luci verticali calde. Visti insieme, i montanti ripetuti e le rampe diagonali producono un ritmo leggibile su più livelli. L’illuminazione dà profondità alla parete, mentre la scala rimane un percorso chiaro attraverso di essa. [1]

Motivi a diverse scale
Una sala da pranzo è organizzata sotto una griglia di cassettoni illuminati. Pareti decorate blu-verdi si elevano sopra un basamento in legno, interrotte da alti specchi che offrono ulteriori vedute della stanza. Il pavimento introduce una geometria più decisa: fasce, rettangoli e cerchi di diversi colori si estendono sotto tavoli rotondi e sedie imbottite verdi. [1]
La stratificazione resta leggibile perché ogni elemento opera a una scala diversa. Il soffitto stabilisce l’ordine generale della stanza; il pavimento offre un campo grafico più ampio; il motivo della parete si colloca più vicino allo sguardo. Le tovaglie bianche diventano intervalli circolari e quieti in questo ambiente denso. Riportano inoltre l’attenzione allo spazio immediato del pasto. [1]

Un’altra zona bar e ristorazione usa elementi strutturali blu intenso, arredi scuri e un pavimento dalle righe marcate. Una grande lampada sospesa dà al bar un centro distinto. Anziché affidarsi ad arredi identici in tutto il club, le stanze sviluppano caratteri autonomi attraverso il rapporto tra sedute, illuminazione e superfici circostanti. [1]

Creare luoghi più piccoli dentro un grande club
Le lounge riducono nuovamente la scala. I divani fronteggiano le poltrone oltre tavolini bassi, mentre i tappeti riuniscono i singoli gruppi di sedute in isole riconoscibili. Rivestimenti blu, verdi e gialli si dispongono davanti a pareti dai motivi più fitti. Queste combinazioni sono volutamente ravvicinate, invitando lo sguardo a muoversi tra dettagli vicini anziché attraverso un unico ambiente ininterrotto. [1]

I passaggi mantengono visibile la sequenza più ampia. Un’apertura incorniciata può rivelare una palette diversa oltre la soglia, consentendo di comprendere due atmosfere insieme. È l’aspetto più coinvolgente del progetto fotografato: il club offre varietà senza richiedere a ogni stanza di competere allo stesso volume. Una sala d’arrivo, un tavolo da pranzo e una seduta tranquilla ricevono ciascuno una scala di attenzione appropriata. [1]



























































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