
Mercato Shanghai di Neri&Hu: un mercato italiano nel Bund storico
Un passato industriale deliberatamente svelato
Mercato al Three on the Bund traduce l’energia di un mercato italiano in un ristorante situato in uno degli edifici commerciali storicamente più importanti di Shanghai. Progettato da Neri&Hu per lo chef Jean-Georges Vongerichten, unisce l’ospitalità contemporanea al carattere industriale del Bund del primo Novecento. Invece di coprire l’edificio con un nuovo apparato decorativo, i progettisti hanno cercato di rivelarne la struttura e far convivere epoche architettoniche diverse.
Il progetto parte dalla fabbrica esistente. Vecchie colonne d’acciaio, murature di mattoni, calcestruzzo e frammenti di stucco vittoriano sono riemersi eliminando le finiture delle ristrutturazioni successive. Three on the Bund occupa un posto significativo nella storia cittadina delle costruzioni in acciaio. Rendere visibile la struttura permette di percepire l’ambizione industriale del quartiere prima che diventasse scenario di una cultura e gastronomia contemporanee.

Un mercato dentro un ristorante
All’uscita dall’ascensore, gli ospiti incontrano soffitti di stucco segnati dal tempo accanto a inserti di metallo grezzo. Armadietti d’acciaio, un cancello scorrevole e lampade sospese di vetro stabiliscono un dialogo intenzionale fra superfici storiche raffinate e dettagli utilitari. Il passaggio è importante: l’informalità nasce dal reinserimento di materiali urbani familiari in un interno grandioso, non dall’imitazione di un mercato di strada.

La sala principale è concepita come un mercato vivace. Un bar e una postazione per preparare la pizza occupano il centro, ciascuno racchiuso da rete d’acciaio e vetro retinato. Pensiline di legno recuperato attenuano il carattere industriale e danno calore alle attività di cucina e servizio. Gli ospiti vedono diverse fasi della preparazione, rendendo le aree operative parte attiva dell’atmosfera sociale.


Il bar principale e il pizza bar
In alto, una rete di elementi tubolari d’acciaio ricorda i binari sospesi delle vecchie macellerie. Si intreccia attorno alle condotte a vista e sostiene mensole e apparecchi luminosi estesi nella sala. L’insieme conferisce espressività al soffitto riconoscendo al tempo stesso le necessità pratiche di un ristorante operativo. Le linee ribadiscono anche l’appartenenza della sala a un edificio industriale più grande.
Le panche lungo il perimetro sono assemblate con legno recuperato sul posto e inserito in telai metallici. La costruzione evoca un divano decostruito, mantenendo una posizione comoda di seduta. Il legno riutilizzato lega direttamente gli arredi alla storia architettonica del fabbricato e mostra come la conservazione materiale possa diventare identità dell’interno anziché scelta tecnica nascosta.
Sale private e cucina aperta
Le sale da pranzo private sono involucri a telaio metallico riempiti con materiali differenti: legno recuperato, acciaio naturale, specchi antichi, rete e superfici di lavagna. Strette fasce di vetro texturizzato offrono viste parziali, mentre porte scorrevoli tra le stanze consentono di adattare la pianta ai diversi gruppi. Gli interni garantiscono intimità senza separarsi completamente dal ristorante principale.
Il passaggio fra cucina e sala impiega vetri texturizzati retroilluminati che ricordano finestre di vecchi magazzini. Collega il lavoro degli chef all’attività dei commensali, rendendo il percorso parte della vita teatrale dell’edificio. I progettisti trattano i confini funzionali come occasioni di contatto visivo e racconto, non semplici muri tra personale e ospiti.

Il Bund come ultimo materiale dell’interno
Un perimetro più quieto offre un forte contrappunto al mercato centrale. Pareti di travertino chiaro e finiture più leggere riducono l’intensità della palette materica. Gli ospiti vicino alle finestre incontrano il Bund storico e il fiume oltre, mentre l’interno passa dall’energia di un mercato chiuso a un rapporto ampio con lo skyline.
Il ristorante riesce grazie a una relazione attiva tra vecchio e nuovo. Struttura restaurata, aree di lavoro visibili, sale private adattabili e viste sul fiume hanno ruoli distinti che il progetto riunisce in una sequenza coerente. Mercato non è soltanto un ristorante italiano rustico in un contesto storico: interpreta architettonicamente come la memoria industriale di Shanghai possa sostenere la ristorazione contemporanea.
Informazioni sul progetto e crediti fotografici
Progetto: Mercato al Three on the Bund, sesto piano, n. 3 Zhongshan East First Road, distretto di Huangpu, Shanghai, Cina. Architettura degli interni e arredi: Neri&Hu Design and Research Office. Committente e concetto culinario: Jean-Georges Vongerichten. Superficie lorda: 1.000 m². Completamento: luglio 2012. Fotografia: Pedro Pegenaute. Ogni fotografia è accreditata nella sua didascalia.

























































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